
Un’automobile può essere molto più di un mezzo di trasporto. Può diventare un luogo d’incontro, un ponte tra chi è a bordo e chi aspetta lungo la strada. È proprio quello che succede con la Papamobile: una vettura che, nel corso dei decenni, ha permesso al Pontefice di avvicinarsi ai fedeli, salutarli e benedirli, trasformando ogni spostamento in un’occasione di contatto diretto, che per alcuni diventa fonte di speranza.
Una storia che Mercedes-Benz accompagna da quasi un secolo e che oggi viene celebrata con una mostra ai Musei Vaticani. Dopo l’udienza con il Santo Padre, l’esposizione è stata inaugurata alla presenza di Marcus Breitschwerdt, CEO di Mercedes-Benz Heritage, e di Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia. La mostra Un secolo di Papamobile ripercorre le tappe principali di questo legame, nato nel 1930.
Naturalmente, le Papamobili sono state molte altre, anche in funzione dei viaggi e delle esigenze dei diversi Pontefici. Una su tutte, la Fiat Nuova Campagnola, tristemente legata all’attentato a Giovanni Paolo II del 1981. Ma il rapporto tra la Casa di Stoccarda e il Vaticano è ormai quasi secolare ed è difficile immaginare una Papamobile con un logo diverso dalla Stella a tre punte.




