
di Paolo Salom
Il gigante giapponese delle bambline accusato dal quotidiano del Partito di assecondare la destra nazionalista di Tokyo con una linea ispirata alla serie «Vivant» che mostra 007 nipponici torturati da agenti cinesi. La società fa marcia indietro dopo le proteste in rete
Duro editoriale del Global Times contro chi «altera la Storia». E se si scomoda la voce internazionale del Partito comunista cinese vuol dire che la questione è seria. Trump ha offeso Xi Jinping? L’America ha inviato una nave da guerra nelle acque contese intorno a Taiwan? Niente di tutto questo. Nel mirino dell’anonimo estensore dell’articolo – dunque rappresenta la linea ufficiale del giornale – c’è il gigante giapponese delle bamboline, degli stickers e di tutti i personaggi nel cuore di ogni bambina della Terra: la Sanrio, ovvero la società che commercializza i prodotti legati alla linea Hello Kitty, Cinnamorol e My Melody. La sua colpa? Aver ceduto alle «lusinghe» della destra nazionalista del Sol Levante «che odia la Cina».
Hello Kitty capace di sentimenti negativi? Possibile? In realtà non è il simpatico personaggio al centro della polemica ma una nuova linea ispirata a una serie televisiva giapponese vista da Pechino come il




