
di Aldo Grasso
Nel raccontare il primo grande amore, il film (Prime Video) trova la sua verità emotiva più profonda in un altro legame: quello materno
Ci sono opere che hanno un’idea della malattia come di un temporale estivo: deve arrivare, fare un po’ di rumore, bagnare i protagonisti e poi, possibilmente, lasciare spazio al tramonto.
The Last Sunrise – L’estate delle prime volte, tratto da un romanzo di Anna Todd, appartiene a questa categoria. A Maiorca ci sono il mare, la luce, due ragazzi bellissimi e un amore destinato a consumarsi in fretta: praticamente il kit di sopravvivenza del romance contemporaneo (Prime Video).
Ry (Maia Reficco) è una giovane ballerina affetta da sclerosi tuberosa, malattia che provoca crisi epilettiche e le impone una scelta tutt’altro che romantica: operarsi, rischiando di perdere parte dei ricordi, oppure assumere farmaci che tengono sotto controllo il male ma le annebbiano la mente.
A Maiorca incontra Julián (Fernando Lindez), pescatore locale bello e sufficientemente problematico da rendere inevitabile l’innamoramento. Si conoscono, litigano, si guardano, si baciano: il romance non ama perdere tempo, soprattutto quando il tramonto è già pronto.
La chimica tra i due funziona, ma più nei momenti




