di Giovanni Stringa
Tassi di interesse invariati, a pochi giorni dalle decisive elezioni di metà mandato
La Federal Reserve, la banca centrale americana, ha mantenuto i tassi di interesse invariati, a pochi giorni dalle decisive elezioni di metà mandato. Durante l’ultima riunione di settembre, i responsabili della politica monetaria avevano votato per un rialzo dei tassi in una forchetta compresa tra il 3,75% e il 4,00%, il primo aumento in tre anni, nel tentativo di contrastare l’inflazione.
La guerra contro l’Iran ha fatto schizzare alle stelle i prezzi dell’energia – alimentando l’inflazione interna – così come le politiche sui dazi. A spingere i prezzi verso l’alto ha contribuito anche il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale e la costruzione di enormi data center a supporto di tale tecnologia.
Secondo gli analisti, esiste tuttavia un’alta probabilità – del 78% – che la banca centrale statunitense possa aumentare i tassi d’interesse di almeno 25 punti base a dicembre.
L’inflazione rimane elevata, ma garantiremo stabilità dei prezzi: così ha spiegato in una nota la banca centrale. L’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti ha accelerato a settembre, salendo del 3,7% su base annua, quasi il doppio rispetto al target della Fed, pari




