
di Massimo Franco
Sullo scontro tra centrodestra e centrosinistra prevale quello tra partiti sullo stesso fronte
Più si va avanti verso la fine della legislatura, più infuria una campagna elettorale parallela. Non riguarda gli schieramenti. Piuttosto, li attraversa, dando per scontato che comunque la partita sarà tra maggioranza di governo e opposizioni più o meno di sinistra. E siccome nessuno pensa di poter sfondare nel campo altrui, lo scontro si consuma tra partiti alleati. La sfida è a travasare i voti dei vicini; a porre le premesse per un primato di coalizione, prima che di governo. In misura e modi diversi, riguarda l’intero sistema politico.
Non si spiega altrimenti lo smarcamento scientifico quanto intermittente della Lega perfino da Giorgia Meloni, della quale pure si riconosce la leadership, o almeno da alcuni ministri di Fratelli d’Italia; e soprattutto da Forza Italia. L’appoggio militare all’Ucraina è l’aspetto più eclatante di questa fronda. Ma il discorso si può allargare ai contributi pretesi da Matteo Salvini dalle banche; o alla riforma delle pensioni; o ancora alla militarizzazione delle città; e addirittura al modo di trattare l’estremismo filorusso di destra di Roberto Vannacci. È un gioco che si ferma solo davanti alle




