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Da Gila terzino a Rabiot trequartista e Cisse falso 9: gli esperimenti di Amorim tra top e flop

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A Milano Amorim ha incontrato il Papa e qualcosa è cambiato. A Manchester lo accusavano di essere un integralista del 3-4-2-1, uno che pur di non cambiare modulo avrebbe resistito anche all’intervento divino. Del resto, quando gli chiesero di modificare il suo sistema di gioco, la risposta fu perentoria: “Neanche il Papa potrà convincermi a farlo”. Fino a metà settembre il portoghese sembrava ancora quello visto in Inghilterra. Poi è arrivata la svolta: il Milan ha iniziato a cambiare pelle: 4-3-3, 4-4-1-1, 4-2-3-1. Altro che integralismo: calcio liquido. Tra impegni ogni tre giorni, rotazioni obbligate e la voglia di dare una chance a tutti, Amorim sta cercando di capire chi può essere utile alla causa. “Voglio valutare tutti”, aveva annunciato a inizio stagione. E adesso sembra intenzionato a mantenere la promessa, come dimostra la titolarità di Diawara a Udine, al suo debutto assoluto in Serie A. La duttilità, del resto, è uno dei punti di forza di questo Milan: tanti giocatori possono ricoprire più ruoli e Ruben non si è fatto pregare per sperimentare. Da Moreira terzino a Cisse punta, passando per Bartesaghi esterno alto, Hutchinson a tutta fascia e non solo. Intuizioni: alcune hanno funzionato, altre meno.

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