
Punto per punto le misure varate dal governo dopo le devastazioni: dal nuovo reato di partecipazione violenta al conto dei danni addebitato ai genitori dei teppisti minorenni
«Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è»: le parole di Giorgia Meloni diffuse in un video pubblicato sui social al termine del Consiglio dei ministri di ieri, sono le più efficaci per spiegare le nuove norme approvate ieri che vanno nella direzione di contrastare e reprimere episodi di violenza, devastazione e saccheggio come quelli di Milano e al tempo stesso di dialogare in maniera costruttiva con gli autotrasportatori, gli agricoltori e i lavoratori ex Ilva che stanno, invece, protestando pacificamente per ottenere risposte sull’aumento vertiginoso del costo dei carburanti.
È proprio la Meloni a indicare e spiegare in maniera comprensibile a tutti le nuove norme varate ieri: «Primo: nasce un nuovo reato», spiega la premier, «la partecipazione violenta a una manifestazione. Tradotto: se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone e ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere e fino a




