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Francesca Michielin: «Mi sentivo un soldatino, adesso faccio il disco che volevo fare»

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Il 30 ottobre esce «Magia bianca, magia nera». L’8 novembre al via il tour

Un concept, raccontare l’identità femminile fuori dai canoni, in evoluzione. Dopo «Magia bianca», album uscito a primavera, Francesca Michielin ne pubblica una versione ampliata, «Magia bianca, magia nera», fuori ovunque il 30 ottobre: «Sin dall’inizio avevo in mente un progetto a episodi che seguisse il ciclo temporale del sabba — racconta la cantautrice —. In queste sei nuove canzoni ho messo quell’attitudine dark che ho sempre avuto dentro di me, ma che non sempre sono riuscita ad esprimere. Ecco perché queste atmosfere cimiteriali, streghesche: per raccontare una paura che va affrontata, un’oscurità che va toccata».

Nella prima parte del disco c’erano ospiti, li aveva ribattezzati «spettri» ma erano colleghi in carne ed ossa, qui ogni canzone è legata a un personaggio storico o fantastico: Ecate, dea della magia; Diana, regina medievale delle streghe; Katherina Hetzeldorfer, la prima donna condannata per stregoneria in quanto omosessuale a fine del Quattrocento; Artoria Pendragon del videogame «Fate». «Sono figure archetipiche legate all’etimologia di strega, “stridere”: affronto una femminilità alternativa, la voce che non ti aspetti. Tutte queste figure sono legate dall’essere liminali, fuori dai confini». 

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