
La missione di Luciano Spalletti è riuscita. La partita contro il Lecce ha consacrato la trasformazione in regista della Juve di Douglas Luiz: con 94 palloni toccati e 64 passaggi, 2 filtranti e 6 lanci positivi, oltre all’assist per McKennie e al gol che ha segnato in proprio, il brasiliano è stato il vero fulcro del gioco bianconero. Un’idea che l’allenatore juventino aveva in testa da quest’estate e sulla quale continua a lavorare, perché, parole sue, “lui sa giocare, sa pulire la palla più velocemente senza per forza toccarla 4-5 volte e sa anticipare la giocata successiva: ha gli occhi, ha la testa e il piede, è solo l’abitudine a a un andamento lento”. D’altronde, la storia del tecnico di Certaldo, da Empoli alla Russia, da Udine a Milano, è piena di centrocampisti reinventati play a cui ha svoltato la carriera.




