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«Reato inneggiare ad Hamas?»: bufera sulla frase di Maurizio Acerbo (dopo il «patto» con il Pd)

di Alessandra Arachi

Il caso del leader di Rifondazione comunista e l’intesa con Andrea Crisanti. L’ira dei riformisti. L’attacco di Calenda: «Complimenti a Elly Schlein e al Pd per aiutare questa gente a entrare in Parlamento»

La polemica su Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, esplode proprio quando con il suo partito lui sta facendo i salti mortali per formare un gruppo al Senato, dribblare la legge elettorale e presentarsi alle elezioni. «Inneggiare al 7 ottobre non è un reato», ha scritto Acerbo sui social, aggiungendo: «C’è chi inneggia a Israele e c’è chi inneggia ad Hamas, in una democrazia è assolutamente lecito». E ancora: «Quindi? È vietato inneggiare a Hamas?».

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Il primo colpo parte dall’interno del Pd, dal riformista Filippo Sensi: «Gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno». Già. Il punto è che il Pd ha «prestato» Andrea Crisanti a Rifondazione di Acerbo. Spieghiamo: la nuova legge elettorale ha alzato da 1.500 a 6 mila le firme necessarie in ogni collegio per presentare le liste alle elezioni, senza la possibilità della raccolta digitale. Ma questo vale soltanto per i partiti che non hanno un gruppo in Parlamento. Ed è da

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