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Francobolli, non sapere dove metterli fa lievitare le quotazioni: esemplari in asta fino a 20 mila euro

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Da Zanaria in vendita lettere risalenti a metà Ottocento con francobolli applicati in «modo creativo»: indecisioni che valgono migliaia di euro

Chiamati a pagare l’invio delle proprie missive (in precedenza la tassa era a carico del destinatario) mediante apposizione di francobolli, ci fu chi, quantomeno nei primissimi giorni, ricorse ad una certa creatività. Come documentano almeno due dei lotti dell’incanto milanese Zanaria (www.aste.zanaria.com) programmato per sabato 14 novembre. Nella lettera imbucata a Palermo l’1°gennaio 1859, giorno del debutto dei francobolli siciliani, la carta valore postale da 2gr venne infatti apposta al centro, coprendo parzialmente l’indirizzo del destinatario residente a Cosenza. È stimata 20mila euro. Più abbordabile la stima di 5 mila euro assegnata al plico da Venezia a Fiume, anche in questo caso spedito nel giorno di emissione, l’1° giugno 1850, con il 30c, applicato al retro.

All’incanto

Chissà quali erano le notizie urgenti trasmesse con la lettera partita da Rovigo il 16 luglio 1866, sei giorni dopo la liberazione della città polesana e diretta a Vittorio Zoppi, prefetto di Brescia, il quale minacciò le dimissioni se l’ordine del Governo di arrestare Garibaldi «sospetto di connivenza con Mazzini» avesse dovuto essere esecutivo. Affrancata ancora con francobolli lombardoveneti rispettivamente da 3 e

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