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Chimica, l’industria avverte l’Europa: «Rischio fermate produttive con gli attuali costi dell’energia»

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Capacità produttiva europea in calo del 9%, in Italia del 13%. Il presidente di Federchimica Buzzella chiede una svolta su costi dell’energia ed Ets: senza un cambio di rotta, il 2027 rischia di essere ancora più difficile

E’ una assemblea con il fiato sospeso per il futuro del settore quella di Federchimica oggi a Milano. Gli industriali temono l’ennesimo anno in negativo e un inizio del 2027 che potrebbe essere anche peggiore se il prezzo del gas non scenderà dalle vette raggiunte oggi. Quello del presidente Francesco Buzzella non è il solito «grido d’allarme», e poi tutto continua come prima. Vuole essere l’ultima chiamata per un cambio di passo. Parla di «rischio concreto di fermate produttive». Ma da quale parte l’attacco? La malattia si chiama perdita di competitività. E come dice Buzzella «la competitività non è un capriccio degli imprenditori ma la condizione per tenerci lo stato sociale». La Cina ci sta surclassando. Il risultato è che la capacità produttiva europea del settore chimico rispetto al 2022 in Europa si è già ridotta 9%, in Italia del 13% rispetto al 2021.

Le politiche climatiche

La risposta europea all’offensiva industriale cinese e asiatica secondo Buzzella come minimo non è adeguata, se non

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