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Istat, migliora il benessere in Italia ma 5,4 milioni di persone restano in povertà: il divario con l’Europa e il Nord-Sud

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Redditi e occupazione crescono, la speranza di vita raggiunge il record di 83,7 anni. Ma il rischio di povertà resta superiore alla media Ue e il Sud continua a essere penalizzato: lavorano soltanto quattro donne su dieci

L’Italia migliora, ma non per tutti e non dappertutto. Crescono i redditi, aumenta l’occupazione, si vive più a lungo e oltre quattro indicatori di benessere su dieci registrano progressi. Eppure oltre 5,4 milioni di persone continuano a vivere in povertà assoluta, il rischio di povertà resta superiore alla media europea e la distanza tra Nord e Sud attraversa quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana. È la fotografia, fatta di progressi e contraddizioni, che emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat, pubblicato lunedì 26 ottobre.

Il bilancio complessivo mostra segnali positivi: dei 132 indicatori confrontabili con l’anno precedente, 54 migliorano, 55 restano stabili e 23 peggiorano. Ma il confronto con l’Unione europea rivela le debolezze strutturali del Paese: sui 40 indicatori disponibili, l’Italia fa meglio della media Ue in 12 casi e peggio in 18. I punti di forza sono soprattutto salute e sicurezza, mentre le maggiori criticità riguardano istruzione, occupazione, ricerca e

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