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Le trappole del Fisco: dove si nascondono, chi ci rimette e non lo sa

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Facciamo un altro esempio. Un professore delle superiori, con 18-24 anni di servizio, guadagna 42.913 euro lordi l’anno (minimo tabellare). Tolti i contributi, resta un imponibile di 38.969 euro. Che cosa succede nel passaggio allo stipendio netto? In base ai conti degli economisti Leonzio Rizzo e Riccardo Secomandi dell’Università di Ferrara, le riforme fiscali del governo Draghi e del governo Meloni gli fanno risparmiare 1.574 euro di imposte l’anno. Ma anche qui c’è una trappola: il Fisco tassa la busta paga come se l’inflazione non ci fosse. È il cosiddetto «fiscal drag».
Immaginiamo che il nostro stipendio sia una bottiglia d’acqua e l’inflazione il caldo. Quando la temperatura sale, abbiamo più sete e la bottiglia non basta più a dissetarci. Il barista, che rappresenta il Fisco, ci fa pagare però sempre la stessa cifra e noi restiamo con la sete. Se riceviamo, poi, una bottiglia leggermente più grande non abbiamo più acqua di quella che ci serve, ma soltanto quella necessaria a compensare il caldo. Però sul quantitativo d’acqua in più lo stesso barista invece ci chiede più soldi. Ebbene, se gli scaglioni Irpef e le detrazioni fossero stati adeguati all’inflazione, grazie alle riforme fiscali il professore avrebbe realmente

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