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Dolomiti Energia, secondo stop al referendum sulla quotazione in Borsa: «Impedito il voto dei cittadini»

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di Marika Giovannini

La Commissione per i procedimento referendari del Comune di Trento ha confermato l’inammissibilità del quesito referendario consultivo. L’ira del presidente del comitato promotore

È la seconda bocciatura nel giro di tre mesi. E il comitato promotore non nasconde l’irritazione: «Si è scelto di non far votare i cittadini» tuona il presidente Claudio Della Volpe. Deciso però a non darsi ancora per vinto.
In sostanza, dopo il primo stop di luglio (e la richiesta di riesame presentata a settembre dai promotori), il referendum consultivo sulla quotazione in Borsa di Dolomiti Energia ha subito un nuovo arresto: la Commissione per i procedimento referendari del Comune di Trento presieduta da Beatrice Tomasoni, infatti, ha confermato l’inammissibilità del quesito referendario, «anche — si legge nel documento conclusivo — nella nuova formulazione proposta».

Il comitato promotore

Una valutazione, questa, che il comitato — composto da Onda, Movimento 5 Stelle, Rifondazione comunista, Risveglio Tirolese, Identità autonomista tirolese, Insieme per Sardagna e altri cittadini — incassa a denti stretti. «A luglio — osserva Della Volpe — il quesito era stato considerato troppo generico, oggi è troppo specifico e riguarderebbe una singola operazione invece di un indirizzo». Motivazioni che convincono poco il presidente:

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