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Il Premio Strega 2026 Michele Mauri: «Quella sera dopo la Maturità diventata un libro sessant’anni dopo»

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di Camilla Bianchi

Lo scritto, all’Accademia Carrara, parla del suo ultimo lavoro «I convitati di pietra», di cui sono già stati venduti i diritti per farne un film o una serie tv

Arte e letteratura in Accademia Carrara. Nella sala di Baschenis, Carnovali e Fra Galgario, Michele Mari, Premio Strega 2026, dialoga con Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, promotrice del prestigioso premio letterario nato ormai 80 anni fa. Prima uscita pubblica della Fondazione Nuovo Principe, che, spiega il presidente Luigi Ferrara, porterà la cultura nello spazio multidisciplinare di Borgo Pignolo.

Petrocchi parte dall’intelligenza artificiale e dal caso del libro di Orélien, sotto accusa perché ritenuto opera dell’AI. «Sottoposto alla stessa piattaforma, il libro di Mari è risultato al 100% umano», rassicura il direttore della Fondazione Bellonci. «Mi consola aver superato il test — esordisce Mari con un mezzo sorriso —. Sono un analfabeta tecnologico, e non lo dico per vezzo. Fatico a usare cellulari e computer. E, da ignorante spaventato, tendo a demonizzare l’intelligenza artificiale». Lo scrittore cita «2001 Odissea nello spazio», il primo di una lunga serie di riferimenti filmici. «Sono spaventato dagli episodi di emancipazione delle macchine pensanti. La letteratura è questione di poco

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