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Crisi dell’ex Manelli, dramma stipendi. «Pagati in ritardo e anticipiamo le spese del carburante per conto dell’azienda»

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di Vito Fatiguso

L’appello di Cgil, Cisl e Uil: «In Italia 680 lavoratori a rischio, in Puglia 150: la Cmc di Ravenna non ha disposto neanche un piano industriale»

Stipendi corrisposti in ritardo e cantieri quasi fermi. Ma soprattutto un piano industriale (con tanto di promesse di rilancio) che non decolla e che è un macigno sul futuro della procedura di fitto di ramo d’azienda. «Così l’assemblea – fanno sapere i vertici baresi di Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil – ha proclamato lo stato di agitazione del personale di Cmc Ravenna spa per la sede di Monopoli e per tutti i cantieri delle province di Bari e Bat».
La vertenza è quella dell’ex Manelli Impresa spa (legata al fondatore Sergio Manelli) che ha dovuto prendere atto delle difficoltà finanziarie e ha “passato” ordinativi e personale (oltre 680 lavoratori di cui quasi 150 in Puglia) proprio alla Cmc di Ravenna.

«Con il verbale di accordo del 5 dicembre 2025 – attaccano i sindacati – è stato previsto di saldare gli arretrati e di mantenere condizioni economiche e normative, anzianità, inquadramenti e mansioni, con l’obiettivo dichiarato di riportare l’azienda alla piena operatività. Le commesse così acquisite riguardano opere

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