
di Paolo Mereghetti
Premio per il miglior film «I See Buildings Fall Like Lightning»
Cinque amici, i loro sogni, le loro bevute, i loro amori e le loro delusioni hanno trionfato nel concorso «Progressive Cinema» alla ventunesima edizione della Festa del cinema di Roma: con «I See Buildings Fall Like Lightning (Vedo edifici crollare come fulmini)» la regista Clio Barnard racconta la provincia britannica – qui siamo a Birmingham – con uno sguardo diretto e penetrante, lontano da ogni compiacimento estetico e figlio della miglior tradizione del realismo sociale inglese, facendo vincere ad Anthony Boyle anche il premio per il miglior attore, che ha diviso con il nostro Paolo Pierobon, coprotagonista del noir con venature melò Brianza di Simone Catania. Un riconoscimento anche per Kasia Smutniak e il suo Mustang, che insieme a Congo Boy di Rafiki Fariala ha vinto il premio del pubblico.
Un verdetto condivisibile per una manifestazione che continua a pagare le doppia anima con cui è stata creata: da una parte la «festa» per la città di Roma con i titoli «Gran Public» e le sue concessioni mondane (a cominciare dall’inevitabile ritualità del red carpet) e dall’altra l’anima più cinefila del concorso e




