
di Valerio Cappelli
Una serata con le icone del balletto: «Ma le istituzioni non aiutano il mondo del teatro»
Eleonora Abbagnato, star della danza e direttrice del corpo di ballo e della scuola dell’Opera di Roma. Il 26 nel suo teatro ha ideato il gala «Icone della danza», sold out da 10 giorni. Talento e bellezza. Lei punteggerà la serata: aprirà con «La Rose Malade» di Roland Petit, il suo mentore, affiancata da Giacomo Castellana.
Un gala è un format sempre uguale a sé stesso o cambia?
«Non sono solo numeri di bravura: ho voluto ritrovare partner della mia generazione, delle più importanti compagnie del mondo, con un incredibile livello di tecnica e di passione. Una sorta di rimpatriata che coniuga tradizione e contemporaneità. Per fare un esempio, Maia Makhateli, Lucia Lacarra e Iana Salenko, che a 43 anni fa ancora tutto, mi legano a Petit».
Com’è ballare a 48 anni?
«È una pillola che mi dà la carica. Ogni giorno faccio pilates e la sbarra. Non mi sono mai fermata in 40 anni di attività. Mai avuto infortuni. Sarei ridicola se facessi il repertorio di una volta. Poi, il corpo cambia e qualunque ballerina




