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Stabilicum, parlamentari ceduti a tempo per dare corpo ai centrismi

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di Massimo Franco

Per la legge elettorale che impone di raccogliere 6.000 firme (invece di 1.500) in ogni collegio a chi non è già in Parlamento, sia a destra che a sinistra si prestano degli eletti ad altri partiti nella speranza che portino voti alle Politiche

È nata la nebulosa dei parlamentari «in prestito». Grumi centristi a supporto della sinistra e della destra. Oppure deputati o senatori della sinistra concessi per far sopravvivere una sua appendice. Tutti funzionali alla strategia dei partiti maggiori, e perfino allo scontro negli schieramenti. Sono i paradossi non solo di una riforma elettorale che imponendo di raccogliere 6.000 firme invece di 1.500 a chi non è già in Parlamento, spinge a creare formazioni artificiose. È anche il riflesso dell’incapacità dei «cento fiori» del centrismo di unirsi. Si tratta di una sorta di trasformismo pilotato dall’alto; di una piccola transumanza concordata con forze che donano «sangue» dei propri eletti a chi altrimenti non riesce a creare un gruppo. Ma non è generosità: sperano di trarne benefici elettorali. O contrastando altre piccole schegge moderate per arginarne la crescita; o per sgonfiare l’ascesa di estremismi come quello di Futuro nazionale di Roberto Vannacci; o per

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