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Willie Peyote sui fatti di Milano: «Quando ci indigna di più la violenza sulle cose che la violenza sulle persone, è lì che abbiamo perso»

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Willie Peyote ha commentato dal palco del Fabrique di Milano i disordini del 17 e 18 ottobre, assumendo una posizione critica verso la condanna generalizzata della violenza nelle proteste. «Sono sicuro che qualcuno di voi pensi che la violenza vada sempre condannata, è comprensibile ma non sono d’accordo», ha detto il rapper torinese, aggiungendo: «viviamo in un sistema molto violento, che ci sta sfrattando dalle nostre case».

Peyote, 41 anni, ha legato la sua riflessione alle difficoltà economiche di una parte della popolazione: l’affitto, il costo della benzina e stipendi «fermi da 30 anni». Ha inoltre contrapposto le violenze legate alle manifestazioni a quelle, a suo avviso più gravi, insite nelle politiche di riarmo e nell’eventuale invio dei giovani «al fronte».

Il cantante ha accusato infine chi, secondo lui, delegittima le proteste concentrandosi esclusivamente sui danni materiali. «Quando ci fa più male, ci indigna di più, ci spaventa di più la violenza sulle cose che la violenza sulle persone, è lì che abbiamo perso», ha concluso Peyote.

Le sue parole arrivano dopo due giorni di scontri nel centro di Milano, con vetrine distrutte, negozi assaltati e tensioni tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine; le mobilitazioni erano nate da un appello contro il

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