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Il Nobel Aghion: «L’Eliseo ha sottovalutato le rivendicazioni dei ragazzi francesi. E Melenchon strumentalizza»

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di Stefano Montefiori

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«È un’immagine deplorevole della Francia che è un grande Paese. Al di là del ruolo dei casseur sono molto dispiaciuto perché penso che questo caos sia il risultato di problemi accumulati da molto tempo. È evidente che la France insoumise di Jean-Luc Mélenchon strumentalizza la situazione, ma al presidente Macron, che conosco bene, manca la capacità di dialogare. Ha grandi qualità, ma non questa». In attesa di venire in Italia (venerdì 23 al Festival internazionale dell’Economia di Torino), il premio Nobel 2025 Philippe Aghion, 70 anni, parla di «tanta negligenza» da parte del governo francese.

Come si è arrivati a questa esplosione di rabbia?
«È stata la giornata dell’unione delle lotte, ma il cuore resta la protesta nei licei, la questione dell’istruzione che è stata enormemente sottovalutata».

Da quando?
«Da molto tempo, se pensiamo che quello attuale (Édouard Geffray) è il settimano ministro dell’Istruzione del secondo mandato di Macron, che è arrivato all’Eliseo nel 2017 come un presidente giovane, e invece non è stato capace di ascoltarli, neanche in queste settimane. Si è lasciato che la rabbia montasse».

La protesta poteva essere fermata prima?
«Certamente.

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