
di Mario Platero
L’amministrazione è in difficoltà sia sul fronte interno che su quello estero, fino all’economia. Ma non c’è niente di scontato
NEW YORK – È difficile immaginare una settimana peggiore per Donald Trump, una settimana che ha mostrato agli americani come la sua amministrazione stia franando su ogni fronte, da quello della politica estera, a quella interna, all’economia e persino nell’intimità della stessa Casa Bianca, con lotte senza quartiere tra suoi fedelissimi attorno a casi di corruzione e abusi di potere.
Con questo quadro si dovrebbe dare credito alla previsione che a novembre, alle elezioni per il midterm, gli americani decideranno collettivamente di dare un segnale forte, un segnale che griderà anche a noi, anche all’Europa, quanto l’America e i suoi antichi valori che tanto abbiamo amato, siano più grandi di Trump e della sue incongruenze che li calpestano, proponendo una massiccia sconfitta elettorale. Sarebbe anche un segnale corrispondente ai livelli di gradimento minimi storici per questo Presidente – al 33% – e ai sondaggi rilevati per ultimi dalla rete conservatrice Fox. Mostrano che nella graduatoria delle preoccupazioni degli americani, ai primi quattro posti vi sono aspetti diretti e indiretti di natura economica. E sappiamo fin




