
di Viviana Mazza
La capa dello staff della Casa Bianca nell’occhio del ciclone dopo la consulenza dei suoi strateghi LaCivita e Blair per i filorussi in Bosnia. Trump aveva minacciato di licenziarli, ma poi ha ridimensionato la polemica
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Le accuse di aver chiesto soldi in cambio di «accesso» all’amministrazione Trump rivolte all’ambasciatrice in Grecia Kimberly Guilfoyle, poi rimossa; le polemiche sulle consulenze all’estero degli strateghi elettorali Chris LaCivita e James Blair; le email del vicesegretario di Stato Christopher Landau contro l’inviato speciale Paolo Zampolli, emerse poche ore prima della rimozione di quest’ultimo. È la stagione dei coltelli alla Casa Bianca, dove anche il futuro della capo dello staff Susie Wiles è diventato oggetto di indiscrezioni.
L’ultimo caso riguarda Katie Zacharia, la nuova portavoce assunta da Trump senza consultare Wiles. Dopo un primo briefing disastroso e le critiche per essersi presentata come avvocata pur non avendo superato l’esame di abilitazione, è stata sottoposta a una brutale intervista su Fox News da Sean Hannity, amico del presidente. «Forse il ruolo di portavoce non è per lei», ha detto ieri Trump. Ed è stata rimossa dopo 5 giorni (togliendo il primato a Scaramucci, direttore della comunicazione




