Home / Spettacoli / Fanelli grande mattatrice in «Peccato» che mette alla berlina le mitomanie del mondo dello spettacolo. Ma la serie è prevedibile

Fanelli grande mattatrice in «Peccato» che mette alla berlina le mitomanie del mondo dello spettacolo. Ma la serie è prevedibile

image

Emanuela Fanelli ha una qualità rara: sa essere comica senza chiedere continuamente il permesso di esserlo. Possiede tempi, smorfie, un’intelligenza dello sguardo che le permette di abitare il grottesco senza scadere nella caricatura. In «Peccato,» la serie diretta da Valerio Vestoso, mette tutto questo al servizio di un gioco ambizioso: immaginare un futuro in cui, nel 2049, la sua carriera sia ormai un ricordo imbarazzante e un noto giornalista debba ricostruirne ascesa e rovinosa caduta (HBO). 
Il mockumentary è un genere insidioso: finge di raccontare la realtà per mostrarne le assurdità, ma deve saper dosare invenzione, ritmo e sorpresa. Non basta disseminare la narrazione di personaggi famosi, interviste improbabili e ammiccamenti per iniziati. Occorrono colpi di scena, deviazioni impreviste, una scrittura capace di sorprendere anche quando lo spettatore ha già intuito dove si andrà a parare.

«Peccato» ha un’intuizione felice: mettere alla berlina le mitomanie di un mondo dello spettacolo che si prende tremendamente sul serio (come in Boris?). Il problema è che, talvolta, lo specchio deformante restituisce immagini fin troppo familiari. Le battute arrivano dove ci si aspetta che arrivino, le situazioni si annunciano con largo anticipo e il gusto della complicità rischia di prevalere sulla sorpresa. A tratti sembra

Tagged: