Home / Economia / Crisi industriali: 45 mila posti di lavoro a rischio in Italia, ma non è un’emergenza occupazionale

Crisi industriali: 45 mila posti di lavoro a rischio in Italia, ma non è un’emergenza occupazionale

di Redazione Economia

Il nuovo Osservatorio sulle crisi industriali di NIUS Studio Legale fotografa una situazione a due velocità: occupazione complessivamente in crescita, ma automotive, siderurgia, elettrodomestico ed elettronica sono tra i comparti più sposti

L’Italia non è di fronte a una crisi occupazionale generalizzata, ma dentro il sistema produttivo emergono nuclei di sofferenza industriale profonda che rischiano di trasformarsi in perdite strutturali di posti di lavoro, competenze e capacità produttiva. È questa la fotografia che emerge dal nuovo Osservatorio Crisi Industriali di NIUS, aggiornato al 15 settembre 2026, che ha censito 120 casi di crisi attraverso il monitoraggio di fonti istituzionali, sindacali e della stampa nazionale e locale.
La stima elaborata dall’Osservatorio Nius Studio Legale individua in circa 45 mila i posti di lavoro concretamente a rischio, considerando le vertenze nelle quali sono in corso processi che possono sfociare in licenziamenti, riduzioni strutturali degli organici o cessazioni aziendali. Un dato superiore al perimetro dei tavoli di crisi attivi presso il MIMIT, che coinvolgono meno di 30 mila lavoratori, ma nettamente inferiore alle stime sindacali di 131–142 mila persone, che comprendono platee occupazionali più ampie delle aziende interessate da processi di crisi strutturali.
La differenza tra i numeri, secondo

Tagged: