di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Il presidente della Federal Reserve promuove la tenuta dell’economia globale nonostante guerre e caro energia. Negli Usa l’inflazione è al 3,7% e si profila un nuovo rialzo dei tassi. L’intelligenza artificiale sostiene la crescita, ma il Fmi avverte sui rischi finanziari
La guerra in Medio Oriente ha riportato il petrolio sopra i 100 dollari al barile, l’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie e le banche centrali sono tornate ad aumentare i tassi d’interesse. Eppure, contro molte previsioni, l’economia mondiale continua a crescere. È il paradosso sul quale Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, ha richiamato l’attenzione a Bangkok, dove sono in corso gli incontri annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.
«L’economia globale sta dimostrando una resilienza che non sono sicuro avrei previsto cinque o sei mesi fa, considerando quanto sta accadendo sul piano geopolitico», ha riconosciuto durante un colloquio con la direttrice del Fmi, Kristalina Georgieva. Una resistenza che trova conferma nelle ultime previsioni del Fondo: crescita mondiale del 3,1% nel 2026 e del 3,4% nel 2027, nonostante un’inflazione globale attesa al 4,7% quest’anno. Ma dietro questa tenuta si nasconde un equilibrio fragile, nel quale la corsa




