
Il vero pilastro ingegneristico della Mission S risiede nell’architettura a motore centrale, una configurazione meccanica che consentirà una migliore gestione dell’aerodinamica e del raffreddamento della prossima supercar Porsche. La Casa tedesca conferma che questa vettura-laboratorio rappresenta la base per una piattaforma flessibile ad altissime prestazioni, pensata per trasferire la tecnologia del motorsport sulle vetture stradali di serie.
Magari il V8 biturbo della Porsche 963 LMDh da 4.6 litri “domato” per la strada, oppure una più romantica soluzione con 8 cilindri boxer (vista quest’anno al Festival of Speed di Goodwood su RUF). Sul motore, però, le bocche a Zuffenhausen sono ancora cucite.




