Home / Esteri / Najmeh Amini, la ragazza iraniana condannata a morte non si sa per cosa: «Non voglio fare la figura dell’eroina, voglio solo che la mia voce sia ascoltata»

Najmeh Amini, la ragazza iraniana condannata a morte non si sa per cosa: «Non voglio fare la figura dell’eroina, voglio solo che la mia voce sia ascoltata»

image

di Greta Privitera

Najmeh Amini, 23 anni, studentessa di contabilità è stata condannata a morte in Iran per un presunto post (di cui nessuno, però, conosce il contenuto) in cui avrebbe «insultato il Profeta»

«Oggi non voglio fare la figura dell’eroina. Voglio solo che la mia voce sia ascoltata». La voce è quella di Najmeh Amini, 23 anni, studentessa di contabilità. Esce dal carcere di Vakilabad, a Mashhad, in un messaggio vocale registrato a metà settembre, due giorni dopo la condanna a morte. Chiede all’Onu e alle ong di occuparsi del suo caso. 

«Sono una ragazza innocente con tante speranze e sogni. Ho dei genitori che mi aspettano», racconta al britannico The Guardian. L’hanno presa il 31 gennaio, nel bazar Ferdowsi, con violenza, scrivono gli attivisti di Hengaw. All’inizio dell’anno l’Iran era in piazza, il regime ha risposto con migliaia di morti e, secondo le ong, oltre cinquantamila arresti. La polizia informatica ha setacciato gli account e i suoi post di Amini. Che cosa ci fosse scritto, non si sa. Si sa quanto le costa, però: dodici anni, sei mesi e un giorno per propaganda e attentato alla sicurezza nazionale. E una condanna a morte per «insulto

Tagged: