di Alessandro Sala
Questa specie era già stata vicino all’estinzione all’inizio del secolo scorso, i divieti alla caccia avevano permesso di scongiurarla. Ora la nuova minaccia da batteri e mare più caldo e inquinato
Già nelle settimane scorse nelle acque al largo della Patagonia, la punta più meridionale dell’Argentina, erano morti centinaia di cuccioli di balena franca australe, colpiti probabilmente da un’infezione batterica. Negli ultimi giorni nella stessa zona, nelle acque di Puerto Madryn, nella provincia di Chubut, sono stati registrati diversi decessi di esemplari adulti. Gli esperti si interrogano su cosa stia succedendo in quello che è sempre stato un paradiso dei cetacei. Lo scorso anno erano state contate 2.110 balene, un numero record, e tra loro 800 erano individui giovani.
Una moria molto sospetta, che sta mettendo in allarme le autorità. Anche perché queste morti, per quanto riguarda i piccoli, erano iniziate già a giugno. La prima ipotesi avanzata dagli studiosi è che a causare i decessi sia stato un comune batterio marino, spesso presente sulla pelle di questi mammiferi, che causa l’erisipela, una malattia dermatologica che colpisce anche le persone e che può essere propedeutica ad infezioni e altri sintomi che debilitano fortemente gli organismi.




