
La famiglia della vittima non sarà parte civile contro l’indagato. La difesa del 38enne prepara le contromosse in vista del 18 ottobre
Lo Stato aveva «già deciso». Basta questo alla famiglia Poggi per chiudere la porta al processo che si profila contro Andrea Sempio. Ma all’interno di quella decisione sono racchiuse una sentenza passata in giudicato e una condanna a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, fidanzato di Chiara all’epoca dell’omicidio.
Insomma, i genitori e il fratello della vittima continuano a non cambiare idea. Lo ha ribadito con forza il loro legale, Gian Luigi Tizzoni: contro il 38enne «non si costituiranno». Le ragioni sono due. La prima è una convinzione incrollabile: il colpevole resta Stasi. La seconda è una regola: lo stesso «danno» non si fa risarcire due volte, e lo Stato quel conto l’ha già chiuso, molti anni fa (più precisamente nel 2015). Resta comunque intatto il loro ruolo di parte offesa, con la possibilità di un’eventuale azione civile.
Garlasco: due verità per lo stesso delitto
La Procura di Pavia, con la seconda chiusura dell’inchiesta il 28 settembre scorso, propone invece una rilettura del delitto e indica in Sempio l’unico autore. La richiesta di rinvio a giudizio




