
di Lorenzo Padoan
L’associazione ambientalista loda le misure di efficientamento: dal calore dei fumi, riutilizzato per riscaldare gli ambienti d’inverno e raffreddarli d’estate, al nuovo sistema a ciclo chiuso che consente di depurare e rimettere in circolo le acque di processo
Nel 2014 era un sito Whirlpool in chiusura. Poteva crearsi un abbandono industriale, poteva nascere un vuoto occupazionale. Oggi, a distanza di 12 anni, è uno dei poli produttivi di Vetri Speciali, azienda che recupera il rottame proveniente dalla raccolta differenziata, lo rimette in un forno a 1.500 gradi e lo trasforma in nuovi contenitori. Legambiente lo ha scelto nella campagna nazionale «I cantieri della transizione ecologica», che raccoglie le best practice italiane della sostenibilità. «Sostenibilità resiliente», per la precisione, è il termine scelto dall’associazione. In pratica, una seconda vita: per lo stabilimento e per il vetro lavorato al suo interno, con una quota di riciclato che supera il 90%, al di sopra della media di settore.
L’ex Whirlpool
L’assessore allo Sviluppo economico Achille Spinelli rende sportivamente merito alla giunta Rossi: «Qui c’era effettivamente una situazione di crisi aziendale che ha dato poi vita, grazie all’amministrazione provinciale di allora, a un percorso che, con Trentino Sviluppo, ha portato




