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Iveco, 35 milioni per Torino nel 2026: cosa cambia dopo l’arrivo di Tata Motors (incognite comprese)

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di Pietro Mella Bitti

Iveco conferma gli investimenti per lo stabilimento torinese dopo l’acquisizione di Tata Motors. I sindacati chiedono garanzie a lungo termine su produzione, occupazione e futuro industriale

Trentacinque milioni di euro per lo stabilimento Iveco di Torino nel 2026. È la cifra confermata ieri al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicato alle prospettive industriali e occupazionali del gruppo dopo l’acquisizione da parte di Tata Motors. L’amministratore delegato di Iveco Group, Olof Persson, ha confermato il piano di investimenti per gli stabilimenti italiani, che ammonta complessivamente a 76 milioni di euro: 35 milioni per Torino, 15 per Foggia, 14 per Suzzara e 12 per Brescia.

«Iveco è un patrimonio strategico dell’industria italiana», ha dichiarato Urso, chiedendo che gli impegni si traducano in «un concreto rilancio industriale». Tata ha ribadito la centralità dell’Italia e la volontà di valorizzarne stabilimenti, competenze e fornitori, con un orizzonte di lungo periodo che vada oltre le garanzie biennali. Ma per i sindacati restano diverse questioni da chiarire. «Permangono forti preoccupazioni», hanno dichiarato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive della Fiom. Tra i nodi, le

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