
di Mara Gergolet
L’ex cancelliere socialdemocratico tedesco: «La guerra finirà quando Putin deciderà di fermarla. E allora il presidente russo non avrà raggiunto nemmeno uno dei suoi obiettivi. Il conflitto non ha senso neppure dal punto di vista russo»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – La sinistra ha un problema strutturale in tutti i Paesi ricchi, dice Olaf Scholz. «Ovunque guardiamo, in Nord America, in Gran Bretagna, nell’Unione europea, in tutti i Paesi ricchi crescono i partiti populisti di destra, a volte sono anche al governo. Mentre i partiti progressisti hanno molte più difficoltà rispetto a qualche decennio fa». Di una cosa è sicuro: che bisogna smettere di pensare che chi serve il caffè valga meno di chi ha la laurea.
Il penultimo capo del governo tedesco ci accoglie nel nuovo ufficio di Bundeskanzler a. D. (außer Dienst, fuori servizio), con le pareti di legno, dove al suo staff hanno riservato un’ala intera. Siamo qui provvisoriamente, scherza, così chi deve ristrutturare la sede definitiva può farlo con tutta calma. L’humor secco, nordico, non gli è mai mancato: a volte ride per primo. È la prima intervista a un giornale straniero da quando ha lasciato l’incarico.
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