
L’Etiopia e l’Eritrea si avvicinano a passi spediti verso il conflitto aperto. E intanto si muovono le rispettive reti di alleanze in Africa e in Medio Oriente
Il Corno d’Africa rischia sempre più di scivolare in una guerra. Secondo il Guardian, l’Etiopia ha attaccato con dei droni i soldati eritrei che sono penetrati nella parte settentrionale del suo territorio. In particolare, il governo di Addis Abeba ha accusato Asmara di una “invasione su vasta scala” ai propri danni, parlando anche di un “palese atto di aggressione che viola il diritto intrinseco dell’Etiopia all’autodifesa”. Dal canto suo, il ministro dell’Informazione eritreo, Yemane Gebremeskel, ha affermato che il suo Paese sta subendo “una guerra di aggressione non provocata” da parte di Addis Abeba. Insomma, la situazione è ormai incandescente. E il rischio di una guerra aperta è dietro l’angolo.
Nei giorni scorsi, l’Etiopia aveva tacciato Eritrea, Egitto e Sudan di fomentare i ribelli tigrini nella parte settentrionale del territorio etiope: un’accusa che i tre Paesi avevano seccamente respinto. Non solo. Pochi giorni fa, il premier etiope, Abiy Ahmed Ali, era tornato a sostenere che Addis Abeba avesse diritto a un accesso diretto al Mar Rosso: una posizione, questa, che ha sempre




