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Argentina, la Corte Suprema ferma Milei sulle terre agli stranieri: 13 milioni di ettari già in mani estere (italiani secondi)

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

I giudici ripristinano i limiti agli acquisti di terreni rurali dopo averli rimossi appena dieci giorni prima. Le proprietà straniere sono cresciute del 6,25% dal 2018, anno dell’ultima rilevazione per nazionalità

In Argentina perfino la terra può cambiare destino nel giro di dieci giorni. Non perché venga comprata o venduta, ma perché i giudici decidono chi possa farlo e fino a che punto. Il 29 settembre la Corte Suprema aveva riaperto agli stranieri le porte di uno dei più grandi patrimoni agricoli del pianeta, rimuovendo un ostacolo giudiziario alla liberalizzazione voluta dal presidente Javier Milei. Il 9 ottobre le ha richiuse. Almeno per il momento. Una marcia indietro che ripristina i limiti alla proprietà straniera dei terreni rurali e riaccende una questione che in Argentina non è mai stata soltanto economica: a chi appartiene la terra e quanto di essa può finire nelle mani dei capitali internazionali?

La posta in gioco è enorme. Secondo i dati del Registro nazionale delle terre rurali, ottenuti dal sito indipendente argentino Chequeado, nell’agosto 2026 erano 13,3 milioni gli ettari posseduti da persone fisiche o società straniere, una superficie quasi grande quanto la Grecia e pari a circa

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