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Affitti brevi, la Corte Costituzionale boccia la legge regionale dell’Emilia-Romagna: «Ma giusto limitare l’overtourism»

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di Redazione online

Accolto il ricorso del Consiglio dei ministri. L’assessore Paglia: «C’è un accanimento da parte del governo nel ripetere costantemente ricorsi sulle leggi di alcune regioni»

Giusto limitare l’overtourism, ma la legge in materia di affitti brevi varata lo scorso anno dall’Emilia Romagna è sproporzionata rispetto all’obiettivo che persegue. Così la Corte Costituzionale in una sentenza depositata oggi che ha accolto il ricorso proposto dal presidente del Consiglio dei ministri contro gli articoli 4 e 5 della legge della Regione Emilia-Romagna numero 10 del 2025 (Disciplina degli immobili destinati a locazione breve in Emilia-Romagna). «La prima norma – rileva il comunicato della Consulta – individuava, nell’ambito della categoria funzionale turistico-ricettiva, la specifica destinazione d’uso urbanistica denominata locazione breve, assoggettando quindi a titolo edilizio il mutamento d’uso di un’unità; immobiliare da diversa categoria funzionale verso la destinazione locazione breve. 

I rilievi della Corte

La seconda norma prevedeva che i comuni potessero individuare, nei propri strumenti di pianificazione urbanistica, ambiti determinati del territorio comunale nei quali l’insediamento della destinazione d’uso locazione breve era subordinato all’osservanza di specifiche condizioni». Palazzo Chigi sosteneva che le norme determinassero «una distorsione della concorrenza fra i gestori di locazioni brevi, unici destinatari della

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