di Federico Thoman
L’esecuzione pubblica di un condannato a morte, nel mondo occidentale, appartiene a epoche passate. Ancora oggi è però uno degli orribili strumenti con cui alcuni regimi, come quelli della Corea del Nord o dell’Iran, vogliono terrorizzare la loro popolazione. Ora sono però gli Stati Uniti a voler riprendere questa tradizione per giustiziare Nadil Hasan. Maggiore ed ex psichiatra dell’esercito Usa, nel dicembre 2009 uccise a colpi di pistola e gridando «Allahu akbar» 12 soldati (tra cui una donna incinta) e un civile nella base di Fort Hood, in Texas. È stato condannato a morte da una corte marziale che ha deciso per la fucilazione, approvata dal presidente Trump. La novità annunciata dal segretario alla Difesa Hegseth ieri è che l’esecuzione sarà trasmessa in diretta. Tutto il mondo, potenzialmente, potrà assistervi. I dubbi e gli interrogativi legali ma anche etici sono parecchi: la data fissata è il 3 dicembre, un mese dopo il voto di midterm negli Usa.
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