
di Federico Fubini
L’amministratore delegato di Metinvest: «I russi restano nel mercato»
Yuriy Ryzhenkov è amministratore delegato di Metinvest, la più grande azienda ucraina e uno dei campioni europei della siderurgia. Nelle ultime settimane le acciaierie del Paese, colpite dai bombardamenti, si sono però quasi del tutto fermate.
Pensate di poter riprendere?
«Purtroppo, negli ultimi mesi la siderurgia è stata bersagliata: non solo Metinvest, ma anche ArcelorMittal a Kryvyj Rih e Interpipe a Dnipro. ArcelorMittal ha già detto che non potrà riprendere l’attività finché le ostilità continuano. Noi stiamo valutando come riparare gli impianti e ripartire, ma è presto per dire quando o in che modo. I danni sono seri».
Quanto pesa questa paralisi per l’economia ucraina?
«Prima degli eventi iniziati nel 2014, la siderurgia valeva circa il 10% del Pil ucraino e generava oltre il 30% dell’export. Da allora molti impianti sono stati distrutti, ma fino a poco tempo fa il settore restava un pilastro dell’economia. È un colpo pesante».
Intanto l’Unione europea aveva imposto quote restrittive alle importazioni di acciaio ucraino. Che ne pensa?
«Una sorpresa molto spiacevole. Le quote assegnate all’Ucraina mesi fa comportano una riduzione di oltre il 60% delle export




