di Guido Olimpio
Raid sauditi contro la milizia sciita filoiraniana. Anche se la milizia dovesse ripiegare resterebbe la minaccia di missili e droni lanciati
La nebbia di guerra avvolge i combattimenti nello Yemen, con gli schieramenti impegnati negli scontri e nei duelli propagandistici. L’offensiva dei lealisti, sostenuti dall’aviazione saudita, ha incontrato una tenace resistenza da parte degli Houthi filoiraniani. La rivendicazione di successi importanti si è rivelata frettolosa o quantomeno esagerata da blogger simpatizzanti: la milizia sciita ha tenuto fino ad ora le posizioni attorno a Dhubab, la località vicino a Bab el-Mandeb, ossia la porta sullo stretto del Mar Rosso. La battaglia è stata dura, con perdite per entrambi i campi.
Nelle scorse ore sempre gli Houthi hanno preso di mira con droni e missili terra-terra target rilevanti. Nel loro mirino l’aeroporto di Riad così come altre installazioni, azioni che replicano ai ripetuti strike dei caccia nemici. I genieri sauditi hanno provveduto a erigere grandi protezioni metalliche attorno alle cisterne della compagnia petrolifera Aramco, un tentativo di contenere l’efficacia dei velivoli kamikaze dotati di cariche esplosive.
Lo «scambio» di colpi inquadra, secondo gli esperti, la dinamica del conflitto. I sauditi




