
di Davide Frattini
Una parte del Paese ha scelto di commemorare le vittime della strage di Hamas questa mattina seguendo il calendario della protesta: Eisenkot, che potrebbe sconfiggere Netanyahu, era alla base di Re’im. La coalizione di estrema destra ha organizzato la sua cerimonia lunedì
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME — Alle 6.29 di questa mattina l’altra Israele — quella che ha scelto di commemorare il 7 ottobre del 2023 secondo il calendario della protesta e che tra venti giorni è improbabile voti per Benjamin Netanyahu — si è fermata. In ginocchio sulla tangenziale attorno a Tel Aviv, davanti alle lapidi nei kibbutz o nelle basi militari, di fronte agli ingressi delle case ancora annerite dagli incendi dell’alba più buia.
La coalizione di estrema destra ha organizzato la sua cerimonia seguendo le date religiose dell’ebraismo — gli eccidi perpetrati dai terroristi di Hamas sono avvenuti alla chiusura delle festività di Sukkot, quest’anno era lunedì scorso — e Bibi ha tentato di sviare ancora una volta l’attenzione dalla tragedia, per cui non si è mai preso alcuna responsabilità politica o strategica, esaltando dal palco la sua guerra permanente. Che di fatto tiene tutto il Paese bloccato a quel giorno, al di là del trauma




