
di Martina Zambon
Le parole della ministra delle Pari opportunità e della Famiglia riaprono il dibattito. Pronte le commissioni nelle Usl
Fine vita a rischio impugnazione da parte del governo, è il presidente del consiglio regionale Luca Zaia a rispondere al ministro delle Pari opportunità e della Famiglia Eugenia Roccella fra i sostenitori dell’impugnazione a quanto filtra da Roma: «No, la legge veneta che disciplina le procedure non è un atto politico. – ribadisce Zaia – Noi abbiamo fatto il nostro dovere con un lavoro rispettoso delle sentenze della Corte costituzionale sulle precedenti leggi di Sardegna e Toscana». Zaia, notoriamente a favore del fine vita, spiega la sua posizione dopo le dichiarazione del ministro. Roccella aveva detto: «Il problema di fondo è se vogliamo formalizzare il suicidio medicalmente assistito o se vogliamo mantenere l’orizzonte pro vita su cui è costruito il nostro sistema sanitario. Farlo diventa scelta politica». Zaia non la vede così: «La legge è scritta bene, poi – aggiunge, provocatorio, il presidente del consiglio – se a livello nazionale si decide di scrivere una legge che supererebbe, a quel punto, la sentenza della Corte del 2019, ben venga, problema risolto»
La legge sul fine vita
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