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Enrico Carraro: siamo globali, dopo Mumbai il listino di Hong Kong. L’Italia? Si può fare ancora (bene) industria

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«Ma la temperatura del mercato interno è bassa», dice il presidente del gruppo Carraro (trattori e cinghie di trasmisssione). «La Borsa di Milano? Ha meno attenzione alla nostra programmazione a medio termine»

Il gruppo Carraro (trattori e sistemi di trasmissione) ha presentato nei giorni scorsi dati estremamente positivi sull’andamento del primo semestre 2026 con 12,7% in più di ricavi (a quota 400 milioni) e addirittura +69,8% di Ebitda. Cresce la quota di mercato, aumenta la presenza sui mercati globali, si punta a un’ulteriore crescita sostenuta da un buon ritmo di investimenti. Vale la pena allora approfondire l’argomento e allargare lo sguardo allo stato di salute dell’industria italiana con il presidente Enrico Carraro, confindustriale di lunga data, che presidia il quartier generale di Campodarsego in provincia di Padova. «Sono risultati lusinghieri — spiega — che appaiono in controtendenza rispetto all’andamento complessivo dell’industria italiana di questi tempi. Ma al di là dei numeri a me piace ripetere che i nostri risultati sono la dimostrazione che in Italia si riesce ancora a fare industria e a farla bene».

L’invasione cinese

Come è distribuito il vostro fatturato?
«Più della metà ancora in Italia, ma crescono mercati come l’India e la Cina. Il nostro modello di business

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