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«In Aula» i deputati mobilitati per la legge elettorale: la verità? Qui tutti hanno strizza

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Le donne dubbiose si allineano. Ciriani: nessuno si assenti per tagliare un nastro

Intanto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (Fratelli d’Italia) è da poco entrato in Aula per comunicare che il governo ha posto la questione di fiducia sulla legge elettorale. Non sembra preoccupato nemmeno lui. Non lo agita la contrarietà — seppur rassegnata — delle donne di centrodestra; non sembrano togliergli il sonno i leghisti che al Nord rischiano di non essere rieletti. Tuttavia, ribadisce Ciriani, guai ad abbassare le guardia. Saranno tutti mobilitati perché «non esiste che qualcuno non si presenti per andare a tagliare un nastro». Vale per i sottosegretari e per i ministri, giustificati solo davanti a impegni improrogabili. Come Francesco Lollobrigida, che da ieri è a Bratislava per un bilaterale: oggi non ci sarà per il primo voto di fiducia. Dettagli. «La verità? Qui hanno tutti strizza», sintetizza la leghista Simonetta Matone, riferendosi, in senso figurato e familiare, alla paura che domina nel Palazzo. «Sarebbero pazzi e pazze se in segreto giovedì votassero contro la legge perché Giorgia dopo due minuti sarebbe già al Quirinale per dimettersi», ragiona Angelo Rossi, deputato di FdI e relatore della legge. «Se qualcuno

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