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Adriano Giannini: «Prima di sfondare ho fatto per 11 anni l’operatore sul set. Mi piacerebbe girare un film con papà Giancarlo»

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di Stefania Ulivi

L’attore in due film a Venezia, “L’estranea” e “Ritorno a Buenos Aires”: «Ero io la voce dei divi, doppiavo Brad Pitt. Tanta gavetta anche se sono figlio d’arte»

«Paolo è giovane, talentuoso e follemente coraggioso. Ha un immaginario forte che sa mettere in scena. Sono felice che L’estranea sia stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar, è piaciuto molto all’estero, premiato al festival di Toronto, spero che il pubblico lo ami». Adriano Giannini nel thriller psicologico di Strippoli, in uscita l’8 ottobre con 01, è Walter, marito di Anna (Jasmine Trinca), capofamiglia di quella che sembra essere una famiglia perfetta. Fino a quando l’estranea del titolo, Valeria Bruni Tedeschi, non arriva a smontare il castello.

«Strippoli me lo ha proposto tre anni fa, mi ha convinto la sceneggiatura, mi sono detto: è un azzardo, facciamolo. È un thriller psicologico che va in una zona un po’ grigia, fino a toccare toni horror. Mi ha colpito la densità che c’era nelle relazioni».

Il suo Walter sembra un uomo tutto di un pezzo, e invece?
«E invece il contatto con la fragilità, anche sua, lo manda in crisi. Vive ancorato all’immagine che si dà di

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