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Ustica, 46 anni senza verità: perché il caso torna in Procura

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La strage di Ustica torna al centro delle indagini. Il gip restituisce gli atti alla Procura dopo la disponibilità della Francia a fornire documenti

Dopo 46 anni, il fascicolo di Ustica vivrà ancora. Ieri il gip ha ritenuto ammissibile la revoca di archiviazione, restituendo gli atti alla Procura. Ma ancora non c’è una verità giudiziaria né figurano i nomi dei responsabili rispetto a quanto accaduto il 27 giugno 1980, quando il volo IH870 è caduto nel mar Tirreno provocando la morte di 77 passeggeri e quattro membri dell’equipaggio. Tra le ipotesi emerse nei decenni, nel 1999 la magistratura stabilì che si trattasse probabilmente di un missile, un effetto collaterale dell’attività di aerei non italiani presenti nei cieli in quegli anni. Sullo sfondo, però, sono rimaste le ombre del terrorismo, delle presunte false testimonianze e delle reticenze da parte dell’Aeronautica e della Nato.

Il gip di Roma, Livio Sabatini, ha disposto ieri la restituzione alla Procura degli atti relativi alla strage di Ustica.
«È la soluzione più ragionevole», ha spiegato, perché consente «un celere approfondimento investigativo».
La decisione è arrivata dopo che mercoledì scorso Francesco Lo Voi, il procuratore capo, ha formalizzato la revoca della richiesta di archiviazione. In precedenza, le autorità

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