
di Andrea Ducci
L’attacco di Pd e M5S: 14 miliardi di aumento delle spese militari, follia. La Lega: serve coraggio, andare oltre i patti. Crosetto: la difesa non è solo armi
L’obiettivo potrebbe essere centrato già la prossima primavera, precedendo così la campagna elettorale nel caso di votazioni a ridosso dell’estate. Il governo confida di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo e nel Documento programmatico di finanza pubblica, approvato due sere fa dal Consiglio dei ministri, indica tempistiche e ragioni che dovrebbero portare Bruxelles ad archiviare la procedura nei confronti dell’Italia per avere sforato il 3% nel rapporto tra deficit e prodotto interno lordo. Il documento di 143 pagine trasmesso al Parlamento riassume gli obiettivi di finanza pubblica e in un passaggio rimarca la convinzione del governo, nonostante la scelta di attivare la clausola di salvaguarda per procedere con un nuovo scostamento di bilancio fino a 29 miliardi di euro (circa 14,5 miliardi per interventi in ambito energia, e altri 14,5 in spese per la difesa).
«Al netto dell’impatto della clausola, il rapporto tra deficit e Pil si manterrebbe su un profilo decrescente, collocandosi al di sotto del 3%», viene spiegato nel Dpfp, aggiungendo che




