
Garlasco, la difesa di Sempio valuta eccezioni sulla consulenza della patologa forense: reperti analizzati senza avvisare le parti
Nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, passato alla storia come il «delitto di Garlasco», potrebbe aprirsi un nuovo fronte di scontro, questa volta procedurale. La consulenza affidata dalla Procura di Pavia al medico legale Cristina Cattaneo rischia infatti di essere contestata dai difensori di Andrea Sempio, il 38enne attualmente indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Un nodo tecnico, certo, ma tutt’altro che secondario. I legali dell’indagato potrebbero richiedere delle eccezioni, ritenendo che la consulenza riguardi attività irripetibili e che, dunque, le parti andassero preventivamente avvisate. Se così fosse, l’intera perizia su cui il delitto di Garlasco è stato riscritto potrebbe essere (incredibilmente) dichiarata nulla.
Il lavoro della dottoressa Cattaneo sui reperti di Garlasco
La Procura di Pavia ha autorizzato, con un visto datato 29 settembre 2025, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano al ritiro di alcuni reperti legati alla vittima: due frammenti di tessuto biologico, capelli, urina e contenuto gastrico. Materiali già analizzati durante il processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere.
Tra i reperti consegnati alla dottoressa Cattaneo figurava



