di Andrea Rinaldi
«Il valore è superiore all’offerta di Icop». In un esposto a Consob segnalate potenziali irregolarità nel rilancio di Icop
Webuild lascia invariata l’offerta pubblica di acquisto su Trevi ritenendo che il «corrispettivo della propria offerta, certo e in denaro, rappresenti per gli azionisti un valore superiore a quello in azioni offerto da Icop». Il cda della società guidata da Pietro Salini ha esaminato il rilancio annunciato il 25 settembre da Icop – alzato a 0,165 titoli ogni titolo Trevi consegnato – e ha deliberato di non modificare il suo corrispettivo dell’Opa che resta pari a 4,50 euro per ciascuna azione Trevi, interamente in contanti.
Il board ha anche deliberato di modificare la condizione soglia del documento d’offerta, ridotta dal 66,7% al 50%+1 dei diritti di voto in Trevi. L’abbassamento è finalizzato a fornire, agli azionisti di Trevi che aderiscono, una più rapida e chiara prospettiva di perfezionamento dell’offerta e di incasso del corrispettivo in contanti consentendo allo stesso tempo a Webuild il raggiungimento di una partecipazione adeguata. «La nuova soglia concentra quindi l’Offerta sull’obiettivo principale di lungo periodo: dare a Trevi un azionista di riferimento solido, in grado di darle accesso a un portafoglio di progetti globale, sostenerne gli




