
«Maledetta Chiara, i Poggi e il porco (bestemmia) che non li fa morire… maledetta». Sono parole durissime, pronunciate da Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, il 29 ottobre 2025 e registrate dalle microspie installate dagli investigatori, mentre le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi riportavano il figlio al centro di una vicenda giudiziaria che sembrava destinata a non concludersi mai. A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, nelle conversazioni intercettate all’interno della famiglia Sempio emergono imprecazioni contro la vittima e i suoi familiari, preoccupazioni per le conseguenze degli accertamenti scientifici, discussioni sulle strategie difensive e persino il timore che Andrea possa finire in carcere.
Le nuove trascrizioni, pubblicate dal Giornale e riprese da altre testate, arrivano in un momento particolarmente delicato dell’inchiesta, dopo che il 28 settembre la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un secondo avviso di conclusione delle indagini, confermando l’accusa di omicidio aggravato e depositando ulteriori consulenze scientifiche. L’uomo continua a dichiararsi estraneo all’assassinio di Chiara Poggi, per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva.
«Gli porteremo le arance in galera»: la paura dei genitori di Sempio
La frase contro Chiara e la famiglia Poggi è il passaggio più impressionante delle intercettazioni,




